Risoluzione delle controversie

Tutte le figure professionali oltre alle conoscenze specialistiche altrimenti dette “hard skills” devono possedere abilità trasversali e devono essere in grado di gestirle correttamente per poter svolgere con efficiacia i compiti e le funzioni che coinvolgono l’interazione con collaboratori e con figure di staff.
Tali abilità, configurate in una sorta di “portafoglio”, sono studiate e riconosciute dalle neuroscienze cognitive con il termine di “soft skills”.
Sono competenze che consentono di gestire efficaciemente le relazioni interpersonali che nascono e si sviluppano negli ambiti operativi e di affrontare le situazioni problemiche che possono manifestarsi nelle organizzazioni.
In questo seminario discutiamo il ruolo e gli effetti delle soft skills; esaminiamo i principali “talenti” che il professionista deve essere in grado di gestire, acquisendo la consapevolezza dei vincoli che spesso impediscono di sfruttare appieno la dotazione naturale di tali abilità di cui gli esseri umani dispongono, ma che spesso necessitano di essere arricchite e affinate.
Le principali competenze che devono essere possedute nel “portafoglio” individuale riguardano le abilità comunicative, le capacità di ascolto e di autocontrollo e l’attitudine ad affrontare creativamente le situazioni problemiche attraverso la manifestazione di una solida propensione al problem solving. Non deve, inoltre, essere lasciata all’intuizione l’abilità nell'affrontare le decisioni e nel dimostrare di essere in grado di risolvere le difficoltà decisionali anche assumendo la figura dell’“architetto della scelta”.

In aula, Rino Rumiati. È stato professore ordinario di Psicologia Generale alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Padova, dove ha inoltre insegnato Psicologia della decisione.

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